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Growth Hacking Marketing: cos’è e perchè rivoluzionerà il Marketing

Avete mai sentito parlare di growth hacking?

Qualora questo termine fosse nuovo per voi allora questo articolo fa al caso vostro.

Pensate che il termine “growth hacker” è stato coniato sette anni fa, nel 2010, da Sean Ellis, l’uomo dietro al successo ed alla strepitosa crescita di Dropbox.

Ed indovinate come ha fatto Dropbox a raggiungere il successo che tutti conosciamo oggi?

Grazie al growth hacking!

Il growth hacking si configura quindi come una forma innovativa di fare marketing, che pone una particolare attenzione allo sviluppo del prodotto ed alla User Experience (UX).

Per modo innovativo di fare marketing intendiamo che molti degli approcci utilizzati nel growth hacking non si trovano in un manuale classico di marketing.

growth hacking

Questo modus operandi deriva dal fatto che, essendo il growth hacking una forma di marketing nata all’interno delle startup, vengono spesso ricercate tecniche e strategie per attirare nuovi clienti che non comportino un dispendioso utilizzo di budget, che possano essere tracciate e misurate e che massimizzino il ROI.

In questo senso vi rientra un massiccio utilizzo di strumenti del digital marketing come: SEO, SEM, social media,
e-mail marketing, marketing automation, analytics ed A/B testing ad esempio.

Per quanto riguarda l’attenzione al prodotto vogliamo dire il perseguimento del Product Market Fit (PMF).

Raggiungere il PMF sostanzialmente significa essere in grado di offrire un prodotto che riesce realmente a soffisfare le esigenze dei propri consumatori.

Questo si ricollega al terzo aspetto fondamentale del growth hacking: la User Experience.

Facendo in modo che i nostri utenti abbiano un’esperienza unica nell’atto di interagire con un nostro prodotto, servizio o con la nostra azienda stessa non solo faremo in modo che essi si fidelizzino, ma anche che ne parlino positivamente con i propri amici e parenti.

Questo è alla base di uno degli strumenti di marketing più potenti: il word of mouth, o semplicemente il passaparola.

Questo modo di vedere e fare marketing è quello che è stato utilizzato da aziende come Airbnb, Uber, Snapchat, Spotify e la sopracitata Dropbox.

Il growth hacking è quindi riuscito a trasformare delle piccole startup nei colossi mondiali di cui tutti oggi conosciamo il successo ed apprezziamo i servizi.

E se questo non fosse abbastanza per farvi credere che il growth hacking è il futuro del marketing vogliamo raccontarvi un’altra cosa.

Nel mese di Aprile CocaCola ha sostituito il proprio Marketing Manager o Chief Marketing Officer, con un Chief Growth Officer.

In poche parole con un growth hacker!

Segno che non solo le piccole aziende utilizzano questo modo di fare marketing, ma anche aziende affermate da anni come CocaCola si sono accorte del potenziale del growth hacking.

Qualora voleste approfondire l’argomento e leggere di più su questo tema nel blog ilfuturodelmarketing.it è presente un utile approfondimento a tema cos’è il growth hacking.

Al momento non sono presenti grosse risorse in italiano per studiare o diventare growth hacking, ma vi consigliamo di dare uno sguardo ai siti di Tag Innovation School e Ninja Academy dove crediamo potrete trovare dei corsi davvero interessanti.

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