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Referendum Costituzionale: la vittoria di Renzi dietro la sconfitta del SI

L’esito del Referendum Costituzionale che ha visto una vittoria della fazione a favore del NO ad un primo sguardo non lascia molti spazi di analisi.

Insomma quella del Referendum Costituzionale è stata una vittoria schiacciante dei vari Salvini, Berlusconi, Grillo, D’Alema e Meloni, contro Renzi.

Ma è veramente così?

E’ solamente questa l’unica analisi che si può evincere dai risultati del Referendum Costituzionale del 4 Dicembre?

La personalizzazione del voto è stata forse un errore sin dall’inizio, riconosciuto poi anche dall’ormai ex Premier Renzi nel suo discorso in cui ieri ha annunciato, come promesso, le proprie dimissioni.

In effetti questa strategia di comunicazione ha fatto sì che tra i sostenitori del NO vi confluissero un mix di oppositori del Governo Renzi e di sostenitori dei sopra citati Salvini, Berlusconi, Grillo, D’Alema e Meloni.

Mentre chi ha votato SI ha votato per Renzi e la sua filosofia.

E proprio questo dovrebbe suggerirci qualcosa, soprattutto in ottica di future elezioni.

Perché nelle prossime elezioni, quando gli italiani saranno chiamati nuovamente alle urne, i sostenitori del NO si divideranno a votare i maggiori esponenti del NO, mentre i sostenitori del SI probabilmente voterebbero nuovamente per Renzi, qualora decidesse di candidarsi ancora.

Renzi, pur avendo commesso alcuni errori durante il suo mandato, in mille giorni è stato comunque capace di mettere in atto riforme relative alla scuola, al mercato del lavoro ed alla pubblica amministrazione, al cuneo fiscale e al mondo pensionistico, fronteggiando con successo allo stesso tempo eventi di colossale importanza quali il Giubileo e l’EXPO. Ha dimostrato di essere propositivo e di sentirsi difficilmente appagato.

Per questa ragione una sua ripartita a 360° dalla scena politica è forse poco credibile.

Per quello che ha dimostrato in questi anni quello che probabilmente ci si potrà aspettare non saranno quindi solo le dimissioni, ormai annunciate, da Presidente del Consiglio, ma anche da Segretario del PD.

Questo allo scopo di formare un nuovo partito in cui far confluire quel 40% di italiani che hanno votato SI e per presentarsi poi alle prossime elezioni con una solida base di voti, cosa che invece gli altri partiti non hanno.

Se analizziamo in questo senso l’esito del Referendum allora forse si capisce che quella che per Renzi è stata forse una sconfitta solamente momentanea, cela invece una possibile vittoria nel prossimo futuro.

Fabio Morelli

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